• i tuoi occhi
    Poesie

    I tuoi occhi

    Sono qui, davanti a te. Ammiro i tuoi meravigliosi occhi verdi, occhi che amano, che ridono, che giocano. Occhi che sperano, che soffrono, che odiano. Occhi profondi, che illuminano le mie giornate. Occhi vivi, che fremono. Occhi di un uomo ancora bambino.

  • a te
    Poesie

    A te

    Il giorno in cui sei venuto al mondo niente eri che non vento che respira. Vento da tenere fra le mani vento da amare vento da guidare verso il suo destino. Ora che sei cresciuto scalpiti per avere quello che è sempre stato tuo. Io sono stata soltanto il mezzo affinché tu potessi esistere e trovare la tua via. Sarò dietro alle tue spalle sarò in ogni tuo gesto sarò il tuo passato conosciuto. Vivi la tua vita non voltarti indietro non si può fermare il vento.

  • eye, close up, vision-5248678.jpg
    Poesie

    Per E.

    Non conosco il tuo sguardo, eppure lo immagino caldo e profondo. Non conosco il tuo viso, le tue mani, tuttavia so che riflettono la bellezza racchiusa nel tuo corpo. Non conosco di te altro che parole, vivi squarci del tuo essere mortale, graffianti echi di cose non dette. Ma riconoscerei fra mille il profumo della tua anima. Così forte e indifesa. E così grande e unica.

  • baby dolce
    Pensieri e Parole

    C’era una volta Baby Dolce

    6 maggio 2017 C’era una volta Baby Dolce. Baby Dolce era una principessa, viveva in un castello e guardava il mondo attraverso le sbarre. Un giorno decise di scappare da quel grande ed effimero castello, di fondare un nuovo regno e di costruire una nuova fortezza. Fu una scelta difficile e dolorosa, ma sperava che sarebbe andato tutto bene, che sarebbe stata felice. Dopo aver creato il suo regno personale, lo governò con saggezza e lungimiranza. Principe Azzurro entrò nella sua vita, e la principessa iniziò a credere che il futuro sarebbe stato un Noi, invece di un Io e Te. Ma di lì a poco, Baby Dolce dovette affrontare…

  • pezzo di me
    Pensieri e Parole

    Un pezzo di me

    12 settembre 2012 Sono nata per sbaglio, e questa sensazione l’ho portata sotto la pelle per metà della mia vita. Bambina in un mondo di grandi, bambina sbagliata nel posto sbagliato. Bambina strana, che non parlava con gli altri bambini, giudicati troppo… bambini. Che non parlava con i grandi, troppo… grandi. Ma ascoltava. Ho ascoltato tutti, ho ascoltato troppo. E così ho finito con l’essere solo una brutta copia di me stessa, una lavagna sporca dove chiunque poteva scrivere ciò che voleva. Asociale. Ok, ero asociale. Brutta. Ok, ero brutta. Svitata. Ok, ero svitata. Chi ero non lo sapeva nessuno, nemmeno io. Di volta in volta ero ciò che mi…