Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Fa' che sia felice - 4° parte - Fine
Scritto da Loredana   

«Nael…»

Mi sento chiamare con infinita dolcezza, apro lentamente gli occhi e il viso angelico di una sconosciuta è chino su di me.

«Dove sono? Che è successo…»

«Sei a casa. Hai vinto la tua battaglia, Nael: hai abbandonato la vendetta e hai scelto la giustizia. Era l’unico modo per tornare, sapevo che ce l’avresti fatta.»

«Tu sei… io sono…»

I ricordi tornano improvvisi nel mio cervello, e anche se non conosco questa splendida creatura, so che è mia madre.

«È stato dunque tutto un sogno? Non era vero niente? Lucy?»

Sono confuso, mi alzo a fatica e ritrovo con gioia il piacere di sentire le ali vibrare. Non sono più piccole ali diafane, sono ali grandi e forti.

«No, era tutto reale. Lucy sarà felice. Sei stato nel mondo degli umani, era l’unico modo per proteggerti e per permetterti di crescere. Ora sei pronto per assumere il controllo di queste terre.»

«Ma perché? Io non ho mai voluto…»

«Quando sei nato, io e tuo padre abbiamo compreso subito quanto fossi speciale: non avresti nemmeno dovuto essere concepito! Nelle tue vene scorre il sangue di un dio, non dimenticarlo. Il Fato ti ha voluto per il bene del popolo: hai in te il potere della giustizia e della vendetta, e la magia più potente.»

«Sono davvero una fata? Una fata maschio? Mi sento uno scherzo della natura, altrochè un potente mago mezzo dio!»

«Nael, non avere timore. Non sarai solo nel tuo cammino, ogni fata e ogni dea sarebbe felice di diventare la tua compagna…»

«Io ce l’avevo già, una compagna.»

Il ricordo di Miriam è doloroso, ancora più doloroso del sapere che sono destinato a guidare il mio popolo e a sconfiggere il Signore del Fuoco.

«Tuo padre ha qualcosa da dirti» conclude, allontanandosi discreta, mentre un uomo avanza deciso verso di me.

Mio padre. Un dio. Mi aspettavo che fosse imponente, bello, maestoso, regale… insomma, grandioso.

Il suo aspetto invece è assolutamente normale, e… mi delude un po’, ecco.

«Nael…» sorride, mostrandomi un volto in continuo mutamento. «Sono felice di conoscerti. Felice che tu sia di nuovo qui. Un po’ meno di sapere che la vendetta non sarà il tuo pane quotidiano. Mi immaginavi diverso, vero?»

«No… sì… io…» balbetto, imbarazzato.

Se almeno le ali non tradissero la mia agitazione!

«Tranquillo, non sono qui per rimproverarti qualcosa. Ti voglio regalare un sogno, prima di tornare… a casa mia, diciamo. So già qual è: pronuncia il tuo desiderio a voce alta, e l’avrai. In cambio, mi darai la tua vendetta. Quando qualcuno ti chiederà di vendicare un torto subìto, tu lo farai.»

Non posso accettare, non posso rifiutare.

«Miriam.»