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Fa' che sia felice - 3° parte
Scritto da Loredana   

Guardo il soffitto basso e sporco della cella nella quale sono stato rinchiuso. Gli ultimi due anni li ho passati al tavolo da gioco, vincendo il necessario per vivere senza dover lavorare. E Miriam… beh, Miriam ha avuto la pazienza di starmi accanto anche quando mi sono comportato da vero idiota. Forse sarei più onesto a dirle le cose come stanno, a dirle che non la sposerò mai.

E ora sono qui, in attesa di essere giudicato per un reato che non ho commesso. Il mio amico Darrish è stato così stupido da farsi sorprendere nel vecchio mulino con la moglie del dottore, ed è riuscito a fuggire appena in tempo.

Mi sono preso la colpa perché non sono sposato, mentre lui sì: non voglio che la mia sorellina venga a sapere questa cosa. Regoleremo i conti a suo tempo, io e lui… purché mantenga la parola data e dica la verità a Miriam.

 

La piazza è gremita di gente, curiosi venuti ad assistere al mio castigo. Dieci frustate per aver tentato di violentare una donna sposata. Per Lucy, questo e altro.

Darrish mi si avvicina mentre mi legano i polsi al palo fissato in orizzontale, in modo da costringermi a piegarmi in avanti.

«Nael, io non…»

«Porta via mia sorella da qui. Non voglio che assista. Miriam?»

«È scomparsa. Non so dove sia, Nael!»

«Trovala» sibilo, guardandolo fisso negli occhi. «Trovala!»

Nubi temporalesche si stanno ammassando nel cielo terso fino a pochi secondi fa, e un vento gelido inizia a soffiare con forza.

«Se n’è andata, come posso ritrovarla? Non sono riuscito a parlare con lei, e ora…»

«Dì la verità, fammi liberare! Darrish! La perderò se non potrò dimostrarle la mia innocenza!»

C’è una gran confusione intorno a noi, il mio amico viene respinto oltre lo steccato dagli uomini pronti a mettere in scena il loro spettacolo quotidiano.

«Non posso, Nael!» urla per sovrastare il rumore degli elementi infuriati. «Io e Lucy… stiamo partendo… mi dispiace, io…»

In che razza di situazione schifosa mi sono cacciato? La rabbia mi sta facendo annebbiare la vista, vorrei prenderlo per il collo e strozzarlo, vorrei correre a cercare Miriam, vorrei impedirgli di portare via la mia sorellina, vorrei…

Il dolore della prima frustata che si abbatte sulla mia schiena mi esplode nel cervello, mentre l’aria carica di elettricità non lascia presagire niente di buono.

«Darrish!» sbraito, osservando con terrore la tromba d’aria avvicinarsi a noi. «Portala via di qui! Andate via!»

«Nael!»

La voce di Lucy copre tutte le altre, sento la sua angoscia mordermi la pelle.

«Lucy, no!»

Mia sorella si è fatta largo fra la gente, e sta correndo verso di me. Il mio sacrificio sarà inutile, morirà anche lei.

Tutto perché sono uno stupido e mio cognato non è stato capace di trovare la mia donna. La rabbia mi acceca, vorrei ucciderlo con le mie stesse mani.

«Nael!» grida, spintonando gli uomini che cercano di impedirgli di raggiungermi. «Liberatelo, razza di idioti, non vedete quello che sta succedendo?»

«Lucy, va’ via con lui, ti prego…»

Mi rendo conto che la tromba d’aria sta sollevando le prime case del paese come fossero fuscelli, mentre il mio amico la afferra e cerca di portarla via di peso, intanto che lei lotta contro le corde che mi imprigionano.

Nessuno fa caso a me, ormai: tutti guardano con orrore il mostro che avanza divorando persone e cose.

Ha dovuto arrendersi, l’ha trascinata via con la forza. Li vedo correre verso il pozzo, forse loro ce la faranno.

«Fa’ che sia felice, Darrish…» mormoro, arrendendomi anch’io. «Fa’ che sia felice.»