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Segnalazione 5
Scritto da Loredana   



Il mio nome è Rispoli Antonio. Sono l’autore di questo libro, un racconto di avventura per ragazzi.
Il periodo in cui è stato scritto è marzo 2015.

È ambientato tra il Mediterraneo ed Eleusis, una città dell’antica Grecia negli anni tra il 1124 a.C. al 1100 a.C. circa, quando il Mondo era dominato dai grandi e potenti Dei dell’Olimpo. In questo libro il protagonista è un giovane di nome Aristarco. All’inizio della storia era un bambino di sei anni, molto vivace con capelli neri come la pece, occhi azzurri, un nasino piccolo e appuntito, guance rotonde e rosse come piccole mele; un fisico asciutto e un’altezza media per la sua giovane età, che poi in seguito diventerà un giovane di diciassette anni, con un fisico statuario, fino ad arrivare a circa ventotto anni, dove il suo fisico muterà ancora, diventando muscoloso.

Nella prima parte della storia vive con suo padre Alexis e sua madre Eulalia, ma poi in seguito inizierà una convivenza con il suo gruppo d’amici. Un giorno mentre tutto era tranquillo, a un tratto Constantine (il Cattivo. Un semidio nato da Zeus e Persefore), seguito dal suo esercito, invase la città di Aristarco, ma i cittadini cercarono di difendersi come potevano. Nel tumulto generale, il ragazzo riuscì a rubare la spada di Constantine, che era stata forgiata dal dio Efesto, ed era in grado di uccidere anche gli Dei. Una volta presa scappò, ma Constantine ordinò a Cerbero di seguirlo e ucciderlo. Purtroppo per il mostro, il ragazzo, sferrando un fendente a un albero, glielo fece cadere addosso bloccandolo e ne approfittò per ucciderlo.

Intanto, Constantine, non vedendo tornare Cerbero, ordinò a Ladone di andare a controllare cosa fosse successo, ma il ragazzo si era già nascosto.

Al mattino seguente, mentre Constantine, conquistava la città, Aristarco si svegliò e mettendosi in cammino vide un lago. Andò a rinfrescarsi, ma cadde e fu risucchiato negli Inferi, dove conobbe le Moire che gli dissero di averlo scelto per contrastare il semidio, e se voleva vendicarsi, aveva solo un modo: doveva fare un viaggio molto duro per prendere degli ingredienti per una pozione.

Il ragazzo, dopo un attimo di titubanza, accettò e le Moire gli diedero una bussola, una lista, un grosso sacco con dentro scatole di legno per riporvi gli ingredienti e infine chiamarono Basil (che si rivelerà essere l’anima del padre) per poi iniziare il viaggio.

In seguito, dopo aver ucciso l'Idra, Clio si unì a loro e proseguirono il viaggio, dove conobbero Chirone (il centauro) e Zenas (l’unicorno) che oltre a fornirgli un ingrediente, si unirono al gruppo. E così tutti insieme proseguirono scontrandosi con la Fenice, la Chimera, il Grifone, il Minotauro, Cariddi, il Ciclope e infine le Sirene.

Portata a termine quest’impresa, il gruppo tornò a casa e una volta a terra si separarono.

Chirone tornò al suo villaggio, dove trovò tutto distrutto dai soldati di Constantine. Stessa cosa successe a Clio e Zenas, che tornando nella città della ragazza, la trovarono assediata dai soldati, che uccisero l’unicorno e presero la ragazza come schiava. Aristarco e Basil, invece, tornarono dalle Moire, che, prendendo un grande calderone, mischiarono gli ingredienti e fecero bere la pozione al ragazzo; poi gli regalarono un’armatura e si fecero uccidere. Dopo di che, Aristarco scoprì un soldato che stava riportando tutto a Constantine e quando lui intervenne, il semidio uccise Clio.

Aristarco uscì dagli Inferi e arrivato a Eleusis, con l’aiuto dei suoi poteri, demolì il castello di Constantine e così i due cominciarono a lottare.

Il semidio scagliò contro di lui i suoi soldati, i mostri mitologici, i Semidei, gli Dei e anche i Titani, che unì nel “Super Titano”, ma tutti perirono sotto i colpi del ragazzo.

Constantine, ormai messo alle strette, evocò gli spiriti da dove tutto ebbe inizio e li incarnò nell’uomo di terra che aveva modellato.

Aristarco, non riuscendo a batterlo, si fece aiutare da Chirone, che lo colpì, facendo sì che tutta l’energia racchiusa in quel mostro fuoriuscisse. Constantine, allora, corse ad assorbirla, ma il suo corpo non riusciva a trattenerla e Aristarco ne approfittò per batterlo. L’energia però si trasferì nel corpo del ragazzo, che consapevole di non poterla trattenere, si uccise, facendo tornare tutto alla normalità e donando a ogni essere vivente il potere di decidere il proprio destino.

Alla fine, Chirone alzò la testa al cielo e vedendo una stella brillare, disse: «Spero che un giorno ci rincontreremo, amico mio.».

Altri interpreti sono stati: Ecatonchiri (mostri con cento mani), Dionis (il pescatore) André (padre di Clio), Scilla, Apollon (il centauro), ecc...

Che dire… Mi sono divertito a scrivere questo libro e spero che il lettore si appassioni e si lasci trascinare in quest’avventura.


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