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Ganna, la Fata della Luce - 10° parte
Scritto da Loredana   

Un banchetto. Non ero davvero in vena di partecipare a nessun tipo di festa, ma opporsi a che sarebbe servito? Tanto valeva parteciparvi e sperare di incontrare mia sorella.

Lei era presente, ma sedeva distante da me, nonostante fossimo allo stesso tavolo. Syra controllava ogni mia mossa, lo sentivo. Bastava il suo sguardo a ricordarmelo ogni volta che lo incrociavo, prima di tornare ad abbassare gli occhi nel piatto con aria scura.

«Non hai fame, tesoro?»

«No, non molta. Voglio parlare con Guy, io…»

«No. Avrai tempo in un altro momento, ora comportati da principessa quale sei e sorridi.»

Aveva bisbigliato chinandosi verso il mio orecchio con il sorriso sulle labbra, come se volesse dirmi qualcosa di carino riservato solo a noi. Ma io avevo percepito lo stesso la durezza della sua voce. Dovevo trovare il modo di convincerlo con le buone, non potevo rischiare di usare il mio potere segreto e farmi scoprire. Quella doveva essere la mia via di fuga da questo posto e da questa vita, la fretta non mi sarebbe stata d’aiuto.

«D’accordo, come vuoi» avevo annuito, iniziando a rigirarmi il fiore fra le mani. «Più tardi, Syra? Dopo il banchetto?»

Avevo di deciso di usare la sua stessa tecnica, sfoderando un sorriso tanto falso quanto credibile, volgendo il capo nella sua direzione.

«Guy se n’è andata, non credo abbia voglia di parlare con te stasera. Mangia ed evita di fingere un’accondiscendenza che non provi. Mettici più impegno se vuoi che io creda che non stai tramando un modo per affogarmi nella caraffa del vino, ok?»

Guy se n’era andata? Senza dirmi niente?

Avevo girato immediatamente il capo nella sua direzione, soltanto per scoprire il posto vuoto dove fino a pochi istanti prima sedeva la mia gemella.

Dannazione! Io avevo bisogno di lei, e lei spariva? Eppure, doveva ben sapere che io non ero libera di seguirla, o di cercarla, o di parlarle come avrei voluto!

«Syra, per favore…»

«Taci e mangia.»

Frustrata, avevo iniziato a gustare il fiore che avevo in mano da un bel po’ di tempo, dedicando la mia attenzione ai presenti. Erano tutti su di giri, allegri e rumorosi, eppure non riuscivo a cogliere niente delle loro conversazioni. Che strano. Era come se fossi altrove, come se…

«Mi stai tenendo sotto incantesimo, Syra? Non capisco niente di quello che…»

«Ganna, credo sia il momento di lasciare i nostri gentili ospiti e di ritirarci, sei ancora stanca e debilitata dalla prigionia…» aveva sussurrato, alzandosi e porgendomi la mano. «Vieni.»

«Perché non vuoi che parli con Guy? Perché non vuoi che parli con nessuno?»

«Smettila di essere paranoica, amore, vieni…»

L’avevo seguito fuori dal grande salone sotto gli sguardi divertiti dei presenti, come una perfetta imbecille. L’avevo seguito su per la grande scala che portava alla “nostra” stanza, sentendomi in trappola. Per colpa di quel dannato drago io ero nelle sue mani, e più mi scervellavo per trovare il modo di allontanarmi da lui a sufficienza per usare il mio nuovo potere, più lui stringeva il cerchio intorno a me.

Avevo inspirato con forza, prima di voltargli le spalle e guardare fuori dalla finestra.

Voglio che qualcuno venga a chiamarlo. Voglio che qualcuno lo porti fuori di qui.

Non mi ero stupita più di tanto, questa volta, quando Norcan aveva bussato e richiesto la presenza di Syra nel salone per “comunicazioni importanti da parte del re”.

Mi ero stupita, invece, di non trovare il campo di forza intorno alla maniglia quando mi ero avvicinata alla porta: o si era dimenticato, o non lo riteneva più necessario. In ogni caso, avrei potuto uscire dal castello.

Sulle scale avevo incontrato Taco, in affanno e visibilmente preoccupato. Guy sembrava morta nel suo letto? Che diavolo stava succedendo, ancora?

Avevo gridato più volte il suo nome, prima di vederla saltare su come una molla, lo sguardo vacuo e perso nel vuoto.

«Mi hai fatto venire un colpo! Quando Taco è venuto da me dicendo che sembravi morta nel tuo letto, ho implorato Syra di permettermi di venire a vedere che cosa era successo. Guy non farmi più paura in questo modo! Che accidenti facevi?»

Beh, non era proprio la verità, ma non potevo certo dirle che stavo progettando la mia fuga dal castello!

«Io... Io credo di aver sognato.»

«Oh… quindi dormivi? Che cosa strana! Ma…»

«Aspetta, Ganna, ti racconterò, ma prima dimmi di te! Cosa sta capitando? Ora che non siete più sposati, come pensa di…»

«Non siamo… cosa?»

«Zaldon ha dichiarato nullo il matrimonio. Eravate già andati via quando l’ha detto, ma credevo che Syra lo sapesse!»

E certo che lo sapeva! Ecco spiegato il messaggio di Norcan, e la mia incapacità di comprendere i discorsi al banchetto, e il divieto di vedere mia sorella!

Non ero pronta, non avrei potuto affrontarlo adesso. Ma l’avrei fatto, oh se l’avrei fatto!

«Guy, ascoltami: non ho tempo di spiegarti nulla, devo andare. Ti chiedo di fidarti di me.»

Avevo desiderato di raggiungere un luogo molto speciale, dove nessuno di loro avrebbe mai potuto raggiungermi. L’ultima cosa che avevo visto era il volto stupefatto di Guy mentre scomparivo davanti ai suoi occhi.

 

 

FINE PRIMA PARTE