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Non ho parole
Scritto da Loredana   

È faticoso, non ho parole per dire quanto.

Vorrei con tutta l’anima raggiungere le sbarre che mi tengono prigioniero da tempo immemorabile e urlare il mio dolore al mondo intero, ma non ce la faccio.

Una voragine si è aperta nel mio petto, brucia, è insopportabilmente crudele. Che cosa potrebbe porre fine al mio tormento?

Davanti ai miei occhi spalancati si agitano strani oggetti, mi disturbano, a volte mi colpiscono anche in faccia, negli occhi…

Distolgo lo sguardo infastidito, soffermandomi sul panorama che intravedo oltre la mia prigione. Mille colori danzano confondendomi la vista, ma finalmente è una sensazione piacevole.

Per un po’ dimentico la sofferenza che mi attanaglia e sembra scavarmi dall’interno. È già successo? Il dolore è mai cessato? Non ricordo, non ricordo altro che questo.

Per qualche motivo gli oggetti hanno smesso di agitarsi davanti al mio volto, e le sbarre ora sono incredibilmente più vicine. Forse potrei farcela. Forse potrei…

La prospettiva è cambiata, ora i miei occhi si posano su un mondo non più a strisce, chiaro e meraviglioso. Nell’aria danzano mille arcobaleni, ne sono affascinato al punto da dimenticare il mostro che mi sta scavando dentro.

Il sollievo, comunque, dura solo pochi istanti, poi il ruggito della bestia immonda riprende il sopravvento. Inspiro a pieni polmoni, prima di urlare il mio strazio.

Un’ombra compare nel mio campo visivo, prima che io mi libri nell’aria come un fuscello. Suoni dolci e melodiosi raggiungono il mio cervello, pur se privi di significato. Ma il demone che è in me non trova pace, e io non posso assaporare nemmeno la gioia di volare senza peso, non più prigioniero.

Sono addolorato, la visione è cambiata ancora. Ora davanti al mio volto si agitano di nuovo quegli strani oggetti che mi colpiscono e mi feriscono gli occhi. Mentre un vento gelido accarezza la mia pelle nuda, esposta senza pietà.

L’unico suono che sento è il mio urlo feroce, che presto scemerà nell’oblio quando la voragine si sarà richiusa sopra la mia testa e mi avrà inghiottito.

Sono di nuovo in volo, e di nuovo non posso godere di questa bellissima sensazione.

Trattengo il fiato prima di emettere, allo stremo delle forze, l’ultimo pianto disperato. Ma non riesco a buttare fuori l’aria, mi è negata anche la consolazione di comunicare la mia sofferenza disumana.

Avverto in bocca un gusto dolcissimo e pieno, e all’improvviso comprendo, so: il mostro si acquieterà, si addormenterà sazio e smetterà di tormentarmi.

Ora ricordo.

Ricordo la meravigliosa sensazione del latte caldo che inonda il mio stomaco e placa la mia fame. E i miei occhi, finalmente lucidi, guardano rapiti il volto di colei che un giorno chiamerò mamma.

 

Commenti  

 
0 #6 Loredana 2016-10-27 18:34
Grazie Christian! :oops:

Davvero felice che il racconto ti sia piaciuto :)
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+1 #5 Christian Scarpa 2016-10-27 18:04
Finalmente posso commentare :D Che dire, bellissimo racconto, coinvolgente e ben scritto ;) Sei in grado di trasmettere al lettore le sensazioni che descrivi, un dono che pochi scrittori hanno :) Complimenti ancora :)
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0 #4 Loredana 2012-05-07 18:22
Grazie!
Sono felicissima di conoscerti, Rosanna!
E molto contenta che ti piaccia il mio racconto!
Spero tornerai presto a trovarmi!
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+1 #3 pietradigiava 2012-05-07 12:32
Finalmente riesco a leggerti (sono un po' impedita con il computer, e sul forum faccio più danni che altro). Davvero originale questo racconto, oltre al fatto che è scritto benissimo. Leggerò volentieri altri tuoi scritti. Un saluto, pietradigiava-Rosanna :-)
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0 #2 Loredana 2011-12-03 13:03
Ma grazie! :oops:
Sono davvero felice di queste tue parole, significa che sono riuscita a trasmettere ciò che volevo!
Grazie!
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+1 #1 Stefano 2011-12-03 00:14
Questo pezzo è bellissimo! Come hai descritto le sensazioni del neonato, come hai rappresentato la sua fame... fantastico! La scena finale mi è sembrato di vederla
Bravissima Lo! :-)
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