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Fuoco ruggente
Scritto da Loredana   

Il fumo acre impregna il cielo e la terra, le mie narici sono sature dell’odore di morte che s’innalza dal campo di battaglia, poche decine di metri sotto di noi.

I miei occhi non hanno più lacrime, guardano lo sterminio che sta avvenendo davanti a loro quasi come se si trattasse di un sogno, di un incubo. Ho il cuore stretto in una morsa gelida, mentre mi volto a osservare l’espressione triste e rassegnata di mio figlio, fissa sullo stesso scenario apocalittico.

Enormi e possenti draghi volteggiano ringhiando e sbuffando fiammate di lava, decisi a combattere quella battaglia fino all’ultimo sangue.

Gli scontri corpo a corpo sono ancora più terrificanti: non sono sempre gli uomini a vincere, infilando le loro spade tra le squame verdi, luccicanti e quasi impossibili da penetrare; a volte sono i draghi ad avere la meglio, schiacciando i guerrieri sotto le zampe o incenerendoli con un ruggito infuocato.

L’esito della guerra, però, è scontato; gli invasori sono tanti, sono troppi, non riusciremo a respingere i loro attacchi.

Questo lo so io, lo sa mio figlio, e lo sanno tutti coloro che si stanno battendo per tentare di impedire l’inevitabile.

Le grida e i potenti ruggiti si mischiano in una cacofonia di rumori impossibili da distinguere gli uni dagli altri.

Vedo i muscoli di Kerr contrarsi nell’attesa dell’ordine che ci scaraventerà nella mischia. Siamo qui, su questa collina spoglia e intrisa di terrore, insieme ai nostri ultimi compagni. A difesa dei più deboli, dei più giovani o dei più anziani, delle femmine, mogli o madri o sorelle degli eroi che stanno lottando e morendo con tanto coraggio.

«Calmo, figliolo» gli dico, tornando a posare lo sguardo sulla battaglia e sugli innumerevoli corpi che giacciono a terra senza vita.

«Non ce la faccio, padre...» mormora, scuotendo appena il capo. «Voglio agire, voglio portare all’inferno con me quanti più nemici possibile! Hanno ucciso Kyla, io... l’ho visto con i miei occhi!»

«Non sarà la vendetta a darti la pace, Kerr. Non farti accecare dall’odio, ma usalo per trovare la forza che è in te.»

Anch’io fremo dal desiderio di scendere in campo, ma so che quando verrà dato l’ordine lasceremo dietro di noi la parte più debole e indifesa della nostra gente.

Significherà che è arrivato il momento di giocarsi il tutto per tutto, di tentare l’ultimo disperato affondo per cacciare gli aggressori da dove sono venuti. Perchè caduti noi, nessuno potrà sperare di salvare la pelle o di essere graziato.

«Perchè ci hanno attaccati, padre mio?»

Avverto tutto il dolore e tutta l'angoscia che soffocano la sua voce, rendendola simile a un lamento funebre. Vorrei avere la risposta alla sua domanda, invece mi limito a deglutire a vuoto.

Non esistono perchè che possano spiegare la follia. Spiegare l’odio verso una razza diversa dalla propria. Spiegare i motivi per cui la violenza possa essere giustificata a noi stessi prima che agli altri.

«Non è la prima volta che siamo in guerra con qualcuno, Kerr. Innumerevoli battaglie sono già state perse e vinte, nel corso dei millenni.»

«Questa volta è diverso, padre. Questa volta non stanno cercando territori per espandersi, non hanno brame di vendetta o di potere. Vogliono solo ucciderci tutti. Perchè?»

«Non lo so. Facciamo del nostro meglio per impedirglielo.»

Ho bisogno di sgranchirmi un po’, ma non posso lasciare il gruppo, quindi mi limito a fare un passo in avanti, prima di riprendere a scrutare l’orizzonte.

Non sono più molti i draghi in volo, giusto un paio, che con le loro grandi ali fendono l’aria e contribuiscono a dissipare il fumo.

Il grosso dei combattimenti è ora a terra, dove la lotta sembra essere infinita. Dalla mia postazione vedo bene i movimenti dei potenti rettili, molto meno le azioni degli umani, più piccoli e veloci.

In cuor mio prego che l’ordine non venga mai dato: mi volto a guardare i miei compagni, e leggo in ogni sguardo il mio stesso timore. Solo i più giovani sembrano non comprendere il nostro ruolo, e attendono impazienti di lanciarsi nella mischia.

Un ruggito più potente degli altri mi riporta con gli occhi sullo scontro: un drago è stato isolato dai compagni, e a nulla sembrano valere le sue fiammate, che inceneriscono ogni cosa davanti a sè. Alle sue spalle, ai suoi fianchi, una decina di guerrieri, armi in pugno, stanno tentando di indebolirlo assestandogli colpi ovunque, per avere la possibilità di raggiungere il suo lungo collo e tagliargli di netto la testa.

Il drago, però, invece di darsi per vinto, con un poderoso colpo di coda spazza via una manciata di nemici, scaraventandoli all’interno del raggio d’azione del suo alito mortale.

Un paio di uomini hanno iniziato a passare funi intorno alle sue zampe, nella speranza di costringerlo a terra e di avere accesso al ventre, molto più facilmente perforabile delle squame che ricoprono il resto del suo corpo.

Pochi istanti prima di soccombere, la bestia trova la forza di scuotersi e sbalzare a terra i suoi assalitori, mentre un compagno gli dà man forte dal cielo, spruzzando fuoco in tutte le direzioni.

È un attimo, e gli uomini che stavano per ucciderlo non esistono più. Si alza in volo urlando la sua gioia di essere ancora vivo e libero, e il dolore nel vedere molti suoi simili agonizzanti.

Le forze che si fronteggiano non sono equilibrate, e la ferocia e la determinazione degli invasori è così straordinaria da farmi pensare che presto sarà tutto finito.

Nonostante me l’aspettassi, l’ordine di attaccare giunge come una sentenza di morte; non abbiamo scelta, dobbiamo lasciare la nostra postazione e tentare di volgere le sorti della guerra a nostro favore.

«Padre, tocca a noi...» afferma Kerr, mentre la disperazione trabocca dai suoi occhi. «Facciamo in modo che il sacrificio di chi ci ha preceduto sul campo non sia stato vano.»

«Così sia» replico, fingendo di credere in ciò che dico.

Poi spieghiamo le nostre grandi ali e ci alziamo in volo: siamo in otto, siamo l'ultima difesa contro la crudeltà degli uomini.

 

Commenti  

 
0 #4 Loredana 2017-01-06 22:58
Grazie per la lettura e il commento, Malak!
Non so se mi sono limitata e dire e non ho mostrato, può darsi tu abbia ragione.
E' stato uno dei miei primi racconti fantasy, che fatica scriverlo!
Felice ti sia piaciuto :-)
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+2 #3 Malak 2017-01-06 12:07
Molto carino.
S'intuiva che il narratore fosse un drago, ma nonostante questo il racconto non perde il proprio fascino.
Mi piace il modo in cui descrivi le scene di battaglia, rendi le azioni chiare e ben visibili, attirando l'attenzione del lettore senza annoiare.
Trovo, però, esagerata i continui riferimenti allo stato d'animo del protagonista.
In pratica, ti sei limitata a dire come lui si sentiva, ma non lo hai mostrato. Le azioni da cui traspare il suo stato d'animo sono poche e ciò rende difficile provare vera empatia nei suoi confronti; il fatto che esso non sia umano può essere un ostacolo, sopratutto se non vuoi rivelare la sua natura, ma anche così potevi "umanizzare" alcune sue reazioni (groppo in gola, gambe che tremano, respiro accelerato...).
é un bel racconto, con una morale classica ma non per questo opzoleta.
Complimenti.
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0 #2 Loredana 2016-10-28 18:52
Grazie!!!
Felice che i miei racconti ti stiano piacendo :oops:
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+1 #1 Christian Scarpa 2016-10-28 11:08
Solo una parola: Bellissimo *-*
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